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Cimitero Ebraico

Zona di interesse storico, Ferrara

Cimitero Ebraico: Informazioni sull'attrazione

Visitare il Cimitero Ebraico di Ferrara è davvero un’avventura: per poter entrare al suo interno bisogna infatti suonare il campanello del custode e attendere che ti vengano ad aprire. Ciò che da fuori è difficile immaginare è la grandezza dello sconfinato prato che si estende dietro il cancello chiuso sulla strada principale.

Il cimitero si trova in una zona tradizionalmente chiamata orto degli ebrei, da sempre dedicata alla sepoltura, alle spalle della grande Certosa di Ferrara (la chiesa principale è al momento chiusa a causa dei danni del sisma del 2012).

La sua collocazione non è mai stata spostata dal XVII secolo e, proprio per questo, si possono vedere più livelli di tombe di diverse epoche sovrapporsi, anche se le più antiche vennero distrutte in seguito ad alcune sentenze dell'allora tribunale dell'Inquisizione. Per questo motivo, ad esempio, grandi porzioni del prato soggette a tali devastazioni risultano ora vuote.

Molte antiche lapidi sono poi state utilizzate per abbellire i monumenti del centro cittadino: primi tra tutti le due statue equestri che si ergono ancora oggi di fronte all'entrata principale del Palazzo del Comune. Avvicinandosi, si noterà come esse si reggano su due colonne decorate magistralmente con lastre provenienti dalla distruzione del cimitero. Le lapidi più antiche che si possono vedere al suo interno risalgono quindi all'incirca al XIX secolo.

L’ingresso principale del Cimitero Ebraico di Ferrara, veramente di effetto, è decorato da un portale costruito nel 1911 su progetto di Ciro Contini. Pur essendo molto grande, il cimitero collocato in via delle Vigne non era l'unico cimitero ebraico in città; se ne trovavano infatti altri sparsi per il tessuto urbano.

Figure illustri sepolte al cimitero ebraico. Giorgio Bassani

Varie personalità illustri della Ferrara ebraica sono sepolte in questo luogo. Tra i tanti ricordiamo il noto scrittore Giorgio Bassani, la cui tomba è posizionata al vertice opposto del cimitero rispetto all'entrata principale.

La sua sepoltura è molto semplice, come vuole la dottrina ebraica, ed è ricoperta non da fiori bensì da pietre in segno di rispetto, come vuole la tradizione giudaica.

Giorgio Bassani nacque a Bologna all'inizio del ‘900 da una famiglia ebrea benestante. Compì i propri studi all’Università di Bologna e, nonostante l’avvento della leggi razziali, pubblicò la sua prima opera nel 1940 divenendo in seguito un attivista politico in clandestinità.

Dopo un periodo di prigionia a Ferrara, si sposò e si trasferì a Roma dove rimase per tutto il resto della sua vita. Dopo la guerra pubblicò molto altro e collaborò anche ad alcune sceneggiature con registi del calibro di Luchino Visconti, mentre la versione cinematografica di una delle sue novelle, Una notte del ‘43, fu girata da Florestano Vancini.

Si distinse poi come presidente di Italia Nostra, una delle prime associazioni ambientaliste del nostro paese. Dopo la morte, sopraggiunta nel 2000, espresse come ultima volontà quella di essere sepolto nel cimitero ebraico della sua terra d’origine, nei luoghi in cui era cresciuto e aveva lottato.

Riposa ora all’ombra delle mura di Ferrara, città che lui stesso aveva contribuito a restaurare come presidente di Italia Nostra.