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Porta Paola

Monumento, Ferrara

Porta Paola: Informazioni sull'attrazione

Porta Paola è oggi scollegata dall'antica cerchia di mura della città di Ferrara e si erge solitaria al centro del traffico cittadino. Il nome della porta deriva da quello di Paolo V, pontefice dal 1605 al 1621, appartenente alla grande famiglia dei Borghese. La dedica fu fortemente voluta dal Cardinale Legato Spinola.

Papa Paolo V è passato ai libri di storia per svariati episodi tra i quali quelli che lo vedono coinvolto nella persecuzione di Galileo Galilei, lo ricordiamo però anche come il finanziatore finale della fabbrica di San Pietro a Roma ed è questo il motivo per cui il suo nome ancora campeggia sulla facciata principale della chiesa, terminata in quegli anni.

Esisteva precedentemente in questo luogo una porta omonima che venne però demolita nel 1608. Si rese quindi necessaria la sua ricostruzione per consentire l'ingresso in città: nel 1612 vennero così affidati i lavori all'architetto Giovanni Battista Aleotti.

La Porta Paola di Ferrara rimane ancora oggi una delle più grandi espressioni dell'architettura di passaggio tra l'epoca manierista e quella barocca. La facciata è riccamente decorata ed è rivolta verso la vicina città di Bologna.

Lavorata in marmo bianco decorato a bugnato, arricchita da lesene laterali, sormontata infine da un timpano curvilineo, la porta ha prevalentemente avuto funzioni militari anche se il fabbricato ha subito nel corso dei secoli molteplici trasformazioni.

Nel 1842 le funzioni militari cedettero il passo a quelle daziarie e doganali, venne quindi collocato in questo luogo l'ufficio per la riscossione e il pagamento delle tasse, ma anche quello che si occupava della cosiddetta pesa pubblica.

Le possenti mura nascondono degli ambienti interni utilizzati dalle guardie e dal custode che lo abitava, controllando l'ingresso della città.

Il 1901 fu l'anno in cui Porta Paola venne separata dal resto delle mura affinché potesse svolgere prevalentemente queste sue funzioni di carattere burocratico. Ai suoi lati vennero aperti nella cortina muraria due cancelli che rimanevano aperti solo durante il giorno, regolando il passaggio.

Durante il periodo napoleonico la dedica della porta venne cambiata e questa assunse il nome di Porta Reno, in modo da eliminare il nome del pontefice. Questa modifica venne tuttavia cancellata con la successiva restaurazione.

La porta ha mantenuto il suo ruolo da protagonista a Ferrara anche in tempi recenti: alla fine degli anni ‘40 la Cassa di Risparmio di Ferrara ne ha occupato alcuni locali, mentre la facciata esterna è stata restaurata nel 2001. Qualche anno più tardi anche la zona antistante è stata trasformata e riqualificata.

In un’area limitrofa alla porta sono stati rinvenuti, sempre nell'ambito dei lavori, i resti di un'antica imbarcazione: a conferma di ciò che già gli storici e gli archeologi avevano intuito da tempo, ovvero che la città di Ferrara fosse in passato attraversata da decine di corsi d'acqua che la collegavano con il vicino fiume Po e che erano fondamentali per il mantenimento della sua florida economia.

Purtroppo attualmente la porta non può più essere in alcun modo utilizzata in quanto danneggiata dal sisma del 2012; si sta attendendo l'inizio dei lavori di restauro e di recupero.