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Pineta di Ravenna

Area naturale, Ravenna

Pineta di Ravenna: Informazioni sull'attrazione

Forse uno dei boschi più famosi di tutta la nostra penisola, la Pineta di Ravenna è un'area strettamente protetta all'interno del più grande Parco Regionale del Delta del Po.

Le origini romane

La sua presenza su questo territorio si fa risalire all'epoca di Augusto, quando l'imperatore scelse questa zona della Costa Adriatica per impiantare uno dei grandi porti di produzione e rifornimento per la sua immensa e potente flotta navale. Il nome stesso della città di Classe, vicina a Ravenna, richiama il termine latino classis (flotta) e testimonia appunto questa antica eredità.

Il porto crebbe subito a dismisura e con esso anche l'antropizzazione di questo luogo. Divenne quindi necessario creare una fonte continua di approvvigionamento di materie prime per la costruzione di imbarcazioni.

Fu per questo motivo che vennero piantate le prime piante, antenate di quelle che ancora oggi possono essere viste lungo la costa.

La storia della pineta dai Camaldolesi fino a oggi

L’albero più diffuso nella pineta di Ravenna è il comune pino domestico e dobbiamo la sua conservazione ai monaci camaldolesi. L'Ordine Camaldolese venne infatti in possesso di questi luoghi nel corso del Medioevo e da allora si impegnò nella loro cura e protezione.

In quel periodo lungo il territorio erano presenti ben 4 pinete diverse di cui i monaci si presero cura, facendo arrivare la loro estensione superficiale a circa 7000 ettari distribuiti su 30 km di fascia costiera. I nomi delle quattro frazioni della pineta erano: pineta di San Vitale, pineta di Classe, pineta di San Giovanni e infine pineta di Cervia.

Il periodo più difficile, per queste aree verdi e contemporaneamente per l'Ordine Camaldolese cominciò con l'arrivo delle truppe francesi alla fine del XVIII secolo. L'ordine venne soppresso, come molti altri, e i suoi beni vennero confiscati e redistribuiti ai privati con il risultato di far calare drasticamente l'estensione delle pinete stesse.

Alla fine dell'800, a causa di alcune importanti gelate, alcuni proprietari privati decisero purtroppo di utilizzare la pineta come fonte di legname da ardere e la maggior parte di essa andò quindi distrutta. Un altro duro colpo alla sua integrità arrivò alle soglie della Prima Guerra Mondiale, quando il legname era ancora una materia prima molto richiesta.

Attualmente, a causa della forte antropizzazione della costa adriatica, la pineta ravennate si estende per una superficie di circa 2000 ettari.

Molti studiosi del Sommo Poeta Dante Alighieri hanno voluto identificare la Pineta di Ravenna con la “selva” che diede ispirazione e inizio al divino poema: proprio a Ravenna il poeta si era rifugiato infatti dopo essere stato esiliato dalla sua Firenze.

La famiglia dei Da Polenta, che allora controllava la città, accolse Dante alla sua corte e lo ospitò fino alla sua morte. Il corpo del poeta riposa ancora oggi all'interno di un mausoleo che si può visitare nel centro cittadino, posto accanto all'antica Basilica di San Francesco.